“Sos Mediterranee si racconta”. La presidente dell’organizzazione Valeria Calandra condivide l’emozione di salvare migranti in mare

“Sos Mediterranee si racconta”. La presidente dell’organizzazione Valeria Calandra condivide l’emozione di salvare migranti in mare

Salvataggi in mare, mani di giovani migranti alla ricerca di soccorritori che li traggano in salvo dalle acque, volti che hanno sfidato viaggi estenuanti finalmente in salvo.
Queste alcune delle immagini che rimarranno nella memoria di coloro che hanno assisitito alla proiezione del video “Sos Mediterranee si racconta” durante l’evento “Le strade dell’Empatia” riguardo il progetto “Ponti Sottili” che l’associazione HRYO, Human Right Youth Organization, ha organizzato al centro buddista di Palermo Muni Gyana.
Ad accompagnare le immagini il racconto toccante di Valeria Calandra, presidente di Sos Mediterranee Italia, organizzazione non governativa che da più di un anno è in prima fila per i salvataggi di migranti. “Il nostro lavoro è complesso e la situazione relativa agli sbarchi non è cambiata negli ultimi tempi: tutto questo “rumore” odierno è puro allarmismo strumentale perchè l’emergenza negli ultimi anni è sempre stata massima e -continua la presidente- la preoccupazione maggiore è data dal fatto che non abbiamo idea di quanti non riusciamo a salvare. Il nostro confine è dato, stabilito e non possiamo oltrepassarlo”. “Noi di Sos stiamo operando con Aquarius, nave che porta circa cinquecento persone, ma è un dato di fatto che è arrivata a portarne quasi mille in circostanze d’emergenza: l’armatore è pienamente disponibile e il team arriva addirittura a privarsi dei viveri per donarne ai migranti”, ha chiarito Valeria Calandra.
Quale la mission di Sos Mediterranee? La Presidente la riassume in tre punti. “Noi abbiamo il dovere della testimonianza, poichè le persone tratte in salvo sono vittime di stupri, violenze di ogni tipo, sopraffazioni, dunque dobbiamo svelare, portare alla luce, rendere noto all’opinione pubblica quanto sta accadendo sotto gli occhi di tutti. Ci proponiamo-continua Calandra al secondo punto- di smuovere le coscienze, di coinvelgere quanto più possibile la capacità critica delle persone perchè abbiano a riflettere sulle morti in mare”. Infine vogliamo fare e creare rete: Sos Mediterranee pensa fermamente che non basti salvare le persone. Bisogna creare delle condizioni di accoglienza reale perchè i migranti non abbiano a sentirsi di peso, di ingombro, di ostacolo a nessuno. Vorremmo per loro che l’Italia, oltre che un approdo materiale sicuro, costituisse un punto di partenza per la ricostruzione delle loro vite. Vorremo che si percepisse la ricchezza che un bimbo che nasce a bordo dell’Aquarius è una vittoria di tutti per una Umanità migliore”.
Aquarius ed Sos Mediterranee riescono oggi più che mai ad apportare il proprio sostegno grazie al supporto economico dei privati e non usufruiscono di fondi pubblici. “Il nostro primo finanziatore fu un ragazzo tedesco che ci donò 100 euro della sua paghetta mensile a cui per fortuna si sono sommate molte altre donazioni importanti. Il denaro potrebbe essere un elemento d’ostacolo al nostro operato, ma mi auguro non debba mai fermarci”.
“Ciò che in questo momento ci impone una ferma riflessione è il codice di condotta di cui si sta discutendo al Ministero degli interni: rispetto a questo uno dei punti di maggior attenzione è la presenza a bordo degli ispettori di polizia”. Calandra chiarisce che: “Questo significherebbe la presenza di armi a bordo poichè andrebbe contro i principi di pacifismo della nostra Ong, portando di certo ad una destabilizzazione dei migranti stessi che, già vittime di violenze ed abusi da parte dei militari libici, come reagirebbero alla vista delle autorità sulla nave?”
Interrogativi che si spera possano essere chiariti prima possibile, ci impongono di esser vigili, attenti e partecipi ai bisogni altrui, come lo è il team di Sos Mediterranee sulla nave Aquarius.
Interessati i partecipanti all’incontro, hanno più volte sollecitato la Presidente ad approfondire i temi dei salvataggi, le modalità di soccorso sulla nave e di approdo sulla terra ferma. Il racconto delle vite salvate ha il potere di catalizzare l’attenzione delle menti sensibili che, siamo certi, avranno arricchito ancor più il proprio bagaglio di senso civico e morale.

 

Testo: Francesca Di Folco

Foto: Laurin Schmid